REVIVAL

Siamo negli anni Sessanta, in un’assolata giornata estiva del New England. Jamie sta giocando con i soldatini quando un’ombra copre la sua visuale: è il giovane reverendo Charles Jacobs, appena arrivato in paese con la sua famigliola. Tra i due nasce subito una simpatia reciproca. Jamie è incuriosito da quell’uomo gentile, dalla sua bella moglie, dal bambino adorabile che tutti chiamano “Morrie la Mascotte” e soprattutto dalla sua passione per l’elettricità, che lo spinge a costruire invenzioni tanto insolite quanto affascinanti.

Poi una tragedia si abbatte sulla famiglia del reverendo e niente sarà più come prima. Jacobs perde la fede e scompare dalla vita di Jamie. Anche Jamie, crescendo, finirà per smarrire la propria strada: la musica rock, le band, le strade d’America, le droghe, fino a ritrovarsi sull’orlo del baratro. Le loro strade torneranno a incrociarsi, e Jacobs sarà ancora una volta una presenza importante nella sua esistenza. Ma quell’uomo che Jamie aveva conosciuto da bambino non ha mai smesso di inseguire qualcosa. L’ombra di quel primo incontro si allunga sulle loro vite, insinuandosi in modi diversi, ma con la stessa ostinazione. Jamie porta con sé il peso di ciò che ha perduto, mentre in Jacobs quel dolore sembra aver preso un’altra strada: non si placa, non arretra, continua a crescere silenziosamente, fino a trasformarsi in un’ossessione che finisce per occupare ogni angolo della sua vita.

È una nostalgia invincibile quella che attraversa soprattutto l’esistenza di Jamie, il desiderio struggente di poter riavvolgere la bobina di quel film che giorno dopo giorno scorre sulla nostra pelle, troppe volte senza poter scegliere. Perché la vita è bastarda. Perché si prende le persone che hai amato, i tuoi anni migliori, quello che avresti potuto essere… e non ti restituisce nulla. Rimangono i ricordi, i rimpianti, le domande che tornano a bussare quando meno te lo aspetti. La morte è una porta chiusa oltre la quale non possiamo guardare, una soglia che non possiamo attraversare. Eppure, quanto saremmo disposti a fare pur di riavere ciò che abbiamo perduto?

Forse è proprio in questa domanda che si nasconde l’inquietudine più profonda di Revival. King non ha bisogno di mostri giganteschi come Godzilla: gli basta lasciare che l’orrore si insinui nella vita di tutti i giorni, che cresca nell’ombra, alimentato da pensieri e ossessioni. I fantasmi più inquietanti, in fondo, sono quelli che ci portiamo dentro. E non sempre riusciamo a riconoscerli prima che sia troppo tardi. In Revival, le inquietudini interiori trovano alimento anche nel paesaggio, nelle atmosfere cupe e nelle immagini di una tradizione gotica che King conosce e ama profondamente.

Notti buie e tempestose, fulmini che squarciano il cielo, scariche di elettricità, esperimenti folli. Un immaginario che richiama i grandi maestri della letteratura horror, ai quali King rende omaggio senza rinunciare alla propria voce. Ma accanto a queste atmosfere c’è anche qualcosa di profondamente diverso, eppure altrettanto legato alla storia di Jamie: la musica. Quel rock che fa parte della vita dell’autore non meno che della mia (e di tanti suoi lettori). Quei brani leggendari, quel vagabondare «on the road» con la sola compagnia di una Stratocaster, la certezza di come una canzone possa restare legata per sempre a un ricordo, riportandoci per un istante in un tempo che credevamo perduto. C’è una musica in sottofondo che possiamo sentire nitidamente mentre leggiamo, come se fosse trasmessa da un’emittente radiofonica sintonizzata sul nostro passato…

Comments

2 risposte a “REVIVAL”

  1. Avatar coulelavie

    Penso che ho voglia di tornare a leggere un King. Uno dei prossimi sarà Cujo (quello del cane). Quest’altro di cui parli tu non so se e quando mi capiterà di leggerlo.
    Nel frattempo ho seguito il tuo consiglio e ho letto Circe, che mi è piaciuto molto, come avevi pronosticato. Penso sia un libro che potrebbe piacere a tutti o quasi. Perché dentro c’è tutto.
    Grazie ancora. 😉

  2. Avatar Paola C.
    Paola C.

    Sono molto contenta di averti consigliato un libro che ti è piaciuto! Sono d’accordo con te su tutto… anche sull’idea di riprendere a leggere King. Cujo è un libro pazzesco, a suo tempo ne feci una recensione entusiastica: sono sicura rimarrai “flashato” e non guarderai più i S. Bernardo nello stesso modo 😁

    Buona lettura e grazie per essere passato di qua!

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