Ci sono dischi che non nascono per essere ascoltati, ma per essere attraversati.
Nebraska è uno di questi.
Registrato in una stanza, lontano da tutto ciò che ci si aspettava da Bruce Springsteen, questo album non cerca la perfezione, né la consolazione.
È un gesto ruvido, quasi ostinato: togliere invece che aggiungere, sottrarsi invece che esplodere.
E in quel vuoto — fatto di voce, silenzio e storie senza redenzione — resta una domanda che non smette di vibrare.
Cosa succede quando la verità non è più sopportabile da addolcire?
Una storia che non cerca assoluzione — Nebraska
