Alcune canzoni sembrano aspettarci. Le ascolti una prima volta e ti piacciono. Le rimetti anni dopo e ti accorgi che, nel frattempo, hanno imparato a parlare un’altra lingua. O forse siamo noi ad averla finalmente imparata. Con Both Sides, Now di Joni Mitchell mi è successo proprio questo. L’ho sempre amata nella sua versione originale: […]
musica
Io vedo ancora orizzonti
Per anni ho pensato che Moon River fosse una canzone romantica. Poi ho capito che parlava di altro: della libertà di continuare a cercare, di vedere ancora orizzonti dove altri disegnano confini.
Nonostante tutto, il mondo
Ci sono canzoni che non servono a fuggire dal mondo, ma a ricordarti che esiste ancora qualcosa che vale la pena salvare.
What a Wonderful World di Louis Armstrong è una tregua dentro il rumore del presente: una voce roca e piena di umanità che continua a parlare di alberi, cieli, gentilezza e meraviglia mentre tutto intorno sembra andare in pezzi. Una storia in vinile sulla sensibilità, sulla bellezza che resiste e sulla necessità, oggi più che mai, di restare umani.
Crêuza de mä e quel mare che mi appartiene
Alcune canzoni riescono a diventare paesaggio interiore. Crêuza de mä di Fabrizio De André per me è questo: il mare d’inverno, i caruggi, il vento nei vicoli e quella sensazione di appartenenza che solo certi luoghi sanno lasciare addosso.
I’d rather go blind e la bellezza delle anime ferite
Un sabato sera, la puntina che scende sul vinile e la voce di Etta James che trasforma il dolore in qualcosa di profondamente umano. I’d Rather Go Blind non è solo una canzone d’amore perduto: è una ferita che diventa carezza, una crepa che si trasforma in poesia. Una storia in vinile sul soul, sulle anime ferite e sulla musica che riesce ancora a salvarci.
Le fotografie che non smettiamo di guardare
A vent’anni pensi che alcuni amori siano per sempre. Poi finisce. E ti ritrovi con una stanza piena di silenzio e un cuore che non riconosci più. Ma ci sono canzoni che non cercano di salvarti. Restano lì, accanto al dolore, e ti tengono la mano finché quel vuoto smette di far paura.
Non appartengo a questo posto
Per anni ho pensato di essere sbagliata.
Troppo sensibile.
Troppo attraversata dalle cose.
Troppo diversa da un mondo che sembrava parlare una lingua incomprensibile.
Poi una canzone dei Radiohead è tornata a bussare alla mia porta dopo anni di silenzio.
E ho capito che forse il problema non era essere “troppo”.
Forse il problema era aver passato metà della vita a cercare di diventare qualcuno che non ero.
Seduta sul bordo del tempo
Non tutte le canzoni portano altrove.
Alcune ti lasciano esattamente dove sei.
E lì, qualcosa cambia.
E se un giorno incontrassi te stesso…e non ti riconoscessi più?
E se un giorno incontrassi te stesso…
e non sapessi riconoscerti?
The Man Who Sold the World non è una canzone. È una frattura. Un confronto silenzioso con la parte di noi che abbiamo lasciato indietro.
E che, forse, non abbiamo mai davvero perso.
Hallelujah – una preghiera laica
Una canzone scritta tra fogli sparsi sul pavimento, dimenticata per anni e poi rinata nella voce fragile di Jeff Buckley. Hallelujah è molto più di una canzone: è una preghiera laica che attraversa desiderio, fede e imperfezione umana.
