Nonostante tutto, il mondo

Ci sono giorni in cui il mondo sembra troppo.
Troppo rumore.
Troppa rabbia.
Troppa crudeltà infilata ovunque: nelle notizie, nelle parole, perfino nei rapporti umani.
E allora mi succede una cosa molto semplice: cerco rifugio nella musica.
Non quella che distrae.
Quella che rimette in ordine il cuore.
What a Wonderful World di Louis Armstrong, per me, ha sempre fatto questo.
Non è soltanto una canzone.
È una tregua.
Ogni volta che la ascolto mi ricorda che, nonostante tutto, esiste ancora una forma di bellezza che resiste. Silenziosa, fragile, ostinata.
La voce di Armstrong non ha nulla di perfetto. È roca, consumata, profondamente umana. Sembra la voce di qualcuno che il dolore lo conosce bene e che, proprio per questo, riesce ancora a stupirsi davanti alle cose più semplici.
Gli alberi verdi.
Le rose rosse.
Il cielo.
Gli esseri umani che si stringono la mano.
I bambini che cresceranno e sapranno più di noi.
Non c’è ingenuità in questo brano, come qualcuno ha sempre pensato. Anzi.
What a Wonderful World uscì nel 1967, in un’epoca attraversata dalla guerra, dalla violenza e dalle tensioni sociali. Eppure Armstrong sceglie di cantare la meraviglia. Non perché il dolore non esista, ma perché forse diventa ancora più necessario ricordarsi ciò che vale la pena salvare.
Credo che sia questo il motivo per cui questa canzone continua a commuovermi così tanto.
Perché io quella bellezza la cerco continuamente. Nei dettagli piccoli. Nelle creature indifese. Negli alberi che ancora resistono nelle città soffocate dal cemento. Negli animali. Negli occhi buoni delle persone. In certi tramonti che riescono ancora a fermarmi mentre il mondo corre troppo veloce.
E forse essere così sensibili significa anche questo: sentire più forte l’orrore, sì. Ma proprio per questo avere ancora più bisogno della gentilezza.
Per anni ho pensato che questa mia fragilità fosse un difetto. Oggi invece credo che riuscire a emozionarsi ancora davanti alla bellezza sia una forma di resistenza.
Forse persino di salvezza.
Ci sono canzoni che parlano d’amore.
Altre che parlano di dolore.
E poi ce ne sono alcune rarissime che riescono semplicemente a ricordarti perché vale ancora la pena restare qui.
What a Wonderful World, per me, è una di quelle.
La puntina si solleva lentamente dal vinile.
Fuori il mondo continua a fare rumore.
Ma qui, per un momento, è tutto calmo.
Tutto è pace.

2 risposte a “Nonostante tutto, il mondo”

  1. “riuscire a emozionarsi ancora davanti alla bellezza sia una forma di resistenza.” Questa affermazione mi colpisce e mi entusiasma perchè dà una motivazione ad un atteggiamento che è anche mio.
    ml

    1. Trovo davvero che sia una specie di super potere….

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