Ho ascoltato la stessa canzone. Ma era cambiata la donna che l’ascoltava.

Alcune canzoni sembrano aspettarci.

Le ascolti una prima volta e ti piacciono.

Le rimetti anni dopo e ti accorgi che, nel frattempo, hanno imparato a parlare un’altra lingua.

O forse siamo noi ad averla finalmente imparata.

Con Both Sides, Now di Joni Mitchell mi è successo proprio questo.

L’ho sempre amata nella sua versione originale: quella voce di cristallo, quella chitarra essenziale, la leggerezza apparente di una ragazza di venticinque anni che scrive parole incredibilmente più grandi della sua età.

Per anni l’ho ascoltata così.

Come si ascolta una bellissima canzone.

Poi è successo qualcosa.

Sono cambiata io.

Negli ultimi anni ho scoperto che la vita non procede in linea retta.

Non è una strada già tracciata da percorrere senza deviazioni.

È un movimento continuo.

Un’evoluzione.

Ogni esperienza cambia il punto da cui guardiamo il mondo.

E così, senza accorgercene, cambiano anche le storie che ci hanno accompagnato.

C’è un verso che questa sera mi è rimasto addosso più di tutti.

“Now old friends are acting strange… They shake their heads, they say I’ve changed.”

“I vecchi amici mi guardano in modo strano. Scuotono la testa e dicono che sono cambiata.”

È una frase che potrebbe sembrare malinconica.

Io, invece, ho trovato in quelle parole una forma di libertà.

Per molto tempo ho pensato che cambiare fosse quasi un tradimento.

Delle persone.

Delle abitudini.

Perfino della versione di me che gli altri conoscevano.

Oggi credo il contrario.

Se non cambiamo, continuiamo a osservare la vita sempre dalla stessa angolazione.

E allora non cresciamo davvero.

Ripetiamo.

Difendiamo.

Confermiamo ciò che già sappiamo.

Il cambiamento, invece, ci costringe a rimettere tutto in discussione.

Perfino noi stessi.

Forse è per questo che amo così tanto il ritornello.

Joni Mitchell dice di aver guardato le nuvole da entrambe le parti.

L’amore da entrambe le parti.

La vita da entrambe le parti.

E poi conclude con una sincerità disarmante: di nuvole, amore e vita… in fondo non sa ancora niente.

Più vive, meno pretende di possedere la verità.

E trovo che ci sia qualcosa di profondamente rassicurante in questa confessione.

Perché ci ricorda che maturare non significa avere tutte le risposte.

Significa imparare a fare domande sempre nuove.

C’è anche un altro verso che oggi mi emoziona più di quando avevo vent’anni.

“Don’t give yourself away.”

Non consegnare tutta te stessa.

Non perderti nel tentativo di essere amata.

Non smettere di appartenerti.

Quando le nostre vite raggiungono questi brani, ci accorgiamo che non stavano raccontando il mondo.

Stavano raccontando noi.

Stanotte, sul giradischi, gira Both Sides, Now.

E mentre la puntina scende sul vinile, penso che forse il senso più profondo del vivere non sia arrivare da qualche parte.

Ma continuare a cambiare abbastanza da poter guardare la stessa vita con occhi sempre nuovi.

Io vedo ancora orizzonti dove tu disegni confini.

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