📖Siamo negli anni sessanta, Jamie sta giocando con i soldatini in un’assolata giornata estiva del New England quando un’ombra copre la sua visuale: è il giovane reverendo Charles Jacob, appena trasferitosi in paese con la famigliola. I due stringono subito amicizia e cominciano a provare simpatia e curiosità l’uno per l’altro. Jacob ha un hobby particolare ed affascinante: costruisce invenzioni che sfruttano l’elettricità. Il ragazzo è incuriosito da Jacob e dalla sua famiglia perfetta, composta da una bellissima moglie che sprizza sensualità nonostante le gonne lunghe fino alla caviglia ed un bambino adorabile soprannominato da tutti “Morrie la Mascotte”. La vita nella piccola comunità scorre tranquillamente fino a quando una terribile tragedia si abbatte sulla famiglia del Reverendo. In seguito egli perderà completamente la fede in Dio e verrà allontanato dalla comunità perché, nonostante l’umana pietas che tutti provano nei suoi confronti , non è più in grado di guidare il gregge di anime che gli era stato affidato. Jamie nel frattempo cresce, sperimenta quella che è la vita di un adolescente normale, (primo amore compreso) e trova la sua strada nella musica rock. Ma come spesso accade il male è dietro l’angolo, pronto ad irretire con i suoi tentacoli chiunque lo sfiori appena. La sua vita adulta scorre via inutilmente seguendo lungo le strade dell’America un numero imprecisato di band musicali, con il cervello ottenebrato da droghe di ogni tipo. Incapace di tenersi un qualsiasi ruolo nei vari gruppi perché sempre più strafatto, arriverà sull’orlo del baratro fino a quando la mano del Reverendo l’aiuterà a trarsi in salvo. Da qui in avanti Jacob sarà sempre più presente nella vita di Jamie fino all’ultimo, fatale incontro: Jamie, ormai completamente fuori dal gorgo della droga, verrà messo a conoscenza di un piano terribile e definitivo, l’esperimento massimo su cui Jacob studia e lavora da anni. Questo male strisciante, questa nube tossica che ammorba le vite di entrambi si manifesta in un crescendo continuo e non molla mai la presa, neppure nei momenti più soft in cui la vita di Jamie appare placida e tranquilla, seppur intrisa di rimpianti e malinconia. Un altro elemento cardine di questo romanzo infatti è proprio questo: un’invincibile nostalgia, un sentimento inespresso che resta sullo sfondo per tutto il tempo, un desiderio struggente di poter riavvolgere la bobina di quel film che giorno dopo giorno scorre sulla nostra pelle, troppe volte senza poter scegliere. Ed è così che, senza neanche rendersene conto, Jamie e Jacob si ritroveranno legati indissolubilmente nel tentativo di compiere un gesto estremo, folle, irreversibile. Perché la vita è bastarda. Perché si prende le persone che hai amato, i tuoi anni migliori, quello che avresti potuto essere… e non ti restituisce nulla. La morte è una porta chiusa oltre la quale non possiamo guardare, la linea di confine che non possiamo attraversare. Chi si può arrogare il diritto di chiedere indietro una vita, di restituire il respiro ad un morto se non dio in persona? Come si può varcare la soglia e tornare indietro senza impazzire? Ci sono forze sconosciute che governano il genere umano da milioni di anni che non devono essere sfidate, e domande che devono restare senza risposta.
💡Come sempre l’autore cela il male dietro un’apparente normalità: non c’è un orrore che sia visibile agli occhi, ma qualcosa di molto più subdolo, un’ombra che lentamente si allunga sulle vite dei protagonisti fino ad inghiottirle del tutto. Il buio dell’anima, le tenebre che avviluppano la mente: è questo il male più pericoloso, ed è questo che lui ci offre attraverso la storia di Jamie e Charles.
🖋️King strizza l’occhio alla letteratura horror del passato, omaggiandola attraverso le ambientazioni sinistre, notti buie e tempestose, fulmini e scariche di elettricità, esperimenti folli e citazioni che richiamano esplicitamente i suoi mentori. Ed è anche un omaggio alla musica, a quel rock che fa parte della vita dell’autore non meno che della mia (e di tanti suoi lettori). Quei brani leggendari, quel vagabondare “on the road” con la sola compagnia di una Stratocaster, la certezza di come una canzone possa restare legata per sempre ad un ricordo, rievocandolo ad ogni ascolto. C’è una musica in sottofondo che possiamo sentire nitidamente mentre leggiamo, come se fosse trasmessa da un’emittente radiofonica sintonizzata sul nostro passato….


Penso che ho voglia di tornare a leggere un King. Uno dei prossimi sarà Cujo (quello del cane). Quest’altro di cui parli tu non so se e quando mi capiterà di leggerlo.
Nel frattempo ho seguito il tuo consiglio e ho letto Circe, che mi è piaciuto molto, come avevi pronosticato. Penso sia un libro che potrebbe piacere a tutti o quasi. Perché dentro c’è tutto.
Grazie ancora. 😉
Sono molto contenta di averti consigliato un libro che ti è piaciuto! Sono d’accordo con te su tutto… anche sull’idea di riprendere a leggere King. Cujo è un libro pazzesco, a suo tempo ne feci una recensione entusiastica: sono sicura rimarrai “flashato” e non guarderai più i S. Bernardo nello stesso modo 😁
Buona lettura e grazie per essere passato di qua!