L’epopea di Santiago: la lotta contro il destino nel capolavoro di Hemingway

“Il vecchio e il mare” è un romanzo breve ed intenso, una novella che nasconde dietro un’apparente semplicità temi profondi ed universali, legati alla precarietà della condizione umana. La scrittura essenziale e diretta di Hemingway amplifica il potente simbolismo di questo racconto, che diventa quasi epico, leggendario.

Il protagonista è Santiago, un vecchio pescatore cubano con le ossa doloranti e stanche e la pelle indurita dal sole e dalla salsedine, che da mesi sembra essere perseguitato dalla sfortuna: sono ormai 84 giorni che rientra in porto con le reti completamente vuote, al punto che la sua reputazione è ormai compromessa. Un giorno, dopo che anche Manolin, (il ragazzo che lo aiuta a pescare) è costretto dai genitori ad abbandonarlo a causa della sua mala sorte, il vecchio decide di avventurarsi da solo in mare aperto, oltre i suoi confini abituali, per porre fine a quella penuria e riconquistare così il rispetto e la dignità perduta. Quando, inaspettatamente, abbocca all’amo un enorme marlin, Santiago decide di affrontare la sfida che il destino gli ha posto dinanzi cimentandosi in una lotta eroica contro l’animale, una lunga battaglia che andrà avanti per quasi tre giorni. Quando, allo stremo delle forze, Santiago riesce finalmente ad uccidere la sua preda, sulla via del ritorno il cadavere sanguinolento del marlin sarà attaccato da un branco di squali, che lasceranno al vecchio solo qualche misero  brandello di carne attaccato ad un’enorme carcassa. Stremato e arrabbiato con se stesso per aver sacrificato invano quell’avversario formidabile, dopo essere rientrato in porto si addormenta nella sua capanna. L’ indomani mattina troverà intorno alla sua barca un capannello di pescatori intenti ad ammirare increduli i resti di quell’epico animale ancora attaccati allo scafo, un fatto straordinario che farà riguadagnare a Santiago la stima dell’intero villaggio.

Le tematiche, condensate in poco più di 100 pagine, sono profonde ed universali: l’epopea di un uomo, il suo destino, il suo coraggio, la lotta estenuante e il rispetto per il suo nemico, la consapevolezza che l’essere umano non trionferà mai del tutto perché la natura ha in sé una forza devastante, e noi le apparteniamo. Ma Hemingway, attraverso il racconto della vita del pescatore, ci fa capire come non sia importante solo il traguardo ma anche e soprattutto il percorso che si compie per tentare di raggiungerlo, gli sforzi, la caparbietà, il coraggio di non arrendersi mai, fino all’ultimo. Anche se poi si viene inesorabilmente sconfitti. E’ questa la grande lezione di vita che ci impartisce l’umile Santiago: anche quando il destino sembra segnato, la differenza tra un uomo e un codardo sta nel come si sceglie di affrontare la sfida.

Il simbolismo è onnipresente e domina tutte le parti del racconto. La prosa minimalista di Hemingway riesce a trasmettere perfettamente la complessità delle vicende di Santiago attraverso frasi concise ed immagini potenti, in cui ogni descrizione è pregna di significato e nessuna parola è superflua. La battaglia impari ingaggiata da Santiago è una metafora della condizione umana, in cui ogni individuo è costretto a misurarsi con l’ineluttabilità della vita sforzandosi di non abbassare mai il capo, anche quando il destino pare segnato. L’eroismo del vecchio è quello di ogni essere vivente che combatte contro le avversità quotidiane, ed è un invito a riflettere sul valore del coraggio, della resilienza e sul significato di dignità. Santiago è consapevole della superiorità del suo avversario eppure non vuole soccombere senza tentare, perché ha bisogno di lottare con quella preda per dimostrare a sé stesso e agli altri il suo valore. Il gigantesco marlin diventa allora una creatura quasi mitologica, che spinge Santiago oltre i propri limiti interiori, mentre il mare rappresenta la natura ingovernabile, che nell’eterno ciclo della vita si mostra all’uomo in un’alternanza di benevolenza e crudeltà, così come fasiche sono le vittorie e le sconfitte in questo romanzo.

“Il vecchio e il mare” valse ad Hemingway il premio Pulitzer nel 1953 e contribuì in modo decisivo alla fama internazionale dello scrittore, che l’anno dopo fu insignito del Nobel per la letteratura. Ancora oggi è considerato un caposaldo della letteratura del Novecento e non ha mai perso la sua contemporaneità, continuando ad influenzare generazioni di scrittori e di lettori.

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