Memorie di una geisha: la storia di Sayuri e la forza silenziosa di una donna

Ci sono libri che desideri leggere a lungo, come se sapessi che ti chiederanno qualcosa in cambio. Memorie di una geisha è stato uno di questi. Entrare nella storia di Sayuri significa varcare una soglia: muoversi in punta di piedi in un mondo dove la grazia convive con la crudeltà, e ogni gesto ha un prezzo. Arthur Golden ci accompagna dentro una realtà lontanissima dalla nostra cultura, e proprio per questo capace di affascinare e ferire allo stesso tempo. Quella di Sayuri non è una favola, anche se a tratti lo sembra: è una storia di perdita, disciplina e desiderio, avvolta da un’aura sospesa che rende il dolore quasi sopportabile.

Quando facciamo la sua conoscenza, Sayuri – allora Chiyo – è una bambina di appena nove anni che vive con la sorella maggiore e i genitori in un piccolo villaggio di pescatori. Alla morte della madre, gravemente malata, il padre, ridotto all’indigenza, decide di vendere le figlie a un trafficante di prostitute. È l’inizio di una frattura insanabile: giunte a Kyoto, davanti alla vecchia tenutaria di un bordello nel quartiere a luci rosse, le due sorelle vengono separate. Sayuri, più bella e promettente, viene ritenuta adatta alla Casa delle geishe, dove il piacere non è brutalizzato e soprattutto non è un obbligo, ma una forma raffinata di intrattenimento.

Nel quartiere di Gion, infatti, la sessualità sfuma in una compagnia colta e artistica, fatta di danza, musica e conversazione. All’inizio Sayuri lavora come domestica in cambio di vitto e alloggio, ma dopo anni durissimi inizia la sua formazione: un apprendistato estenuante che la prepara a diventare ciò che il mondo maschile desidera. A distinguerla dalle altre ragazze ci sono due elementi destinati a segnarne il destino: un’innata grazia e il colore degli occhi, un azzurro rarissimo che esercita un’attrazione quasi ipnotica.

Essere una geisha, però, è molto più di un kimono di seta o di un volto di porcellana perfettamente truccato. Dietro quell’apparenza quasi divina si nascondono sacrifici estremi, obbedienza assoluta, privazioni affettive, silenzi imposti. Sayuri tenta più volte di sottrarsi a quel destino, ma comprende presto che per ottenere ciò che desidera – e forse per sopravvivere – deve assecondarlo. È una scelta irreversibile, che la condurrà a diventare la geisha più famosa e desiderata del Giappone.

“Non diventiamo geishe perché desideriamo una vita felice, ma perché non abbiamo altra scelta.”

È questo l’insegnamento che la grande geisha Mameha impartisce a Sayuri bambina, racchiudendo in una sola frase l’essenza di quel mondo.

Un romanzo avvincente e toccante, che offre un ritratto intenso e impietoso della cultura giapponese del Novecento, destinata a sgretolarsi dopo la Seconda guerra mondiale sotto l’impatto del mondo occidentale. Ma soprattutto è la storia di una donna costretta a trasformare la grazia in una forma di resistenza, il silenzio in sopravvivenza. Ed è per questo che Sayuri resta addosso: non per ciò che rappresenta, ma per ciò che è stata costretta a diventare.

Lei si dipinge il viso per nasconder il viso. I suoi occhi sono acqua profonda. Non è per una geisha desiderare. Non è per una geisha provare sentimenti. La geisha è un’artista del mondo, che fluttua, danza, canta, vi intrattiene. Tutto quello che volete. Il resto è ombra. Il resto è silenzio.

Questo articolo fa parte del progetto “Ritratti di donne indimenticabili”.
Puoi leggere tutti i ritratti qui

3 risposte a “Memorie di una geisha: la storia di Sayuri e la forza silenziosa di una donna”

  1. Sono sempre più affascinata dalle letture giapponesi, anche nel libro che sto leggendo io c’è un ampio capitolo sul mondo, la vita e i doveri delle geishe. Se c’è bisogno sanno anche combattere oltre tutto il resto. Sono figure molto importanti nella società dell’epoca. Prima o poi leggerò anche questo!!! Ciao Paola!!!

    1. Chissà cosa c’è nell’aria, è un periodo in cui anche io sono in fissa con le letture giapponesi! Ho letto diversi romanzi in tema, quasi tutti recensiti qui sul blog, è un paese dalla storia affascinante e mi intriga moltissimo anche se è pieno di contraddizioni. O forse è proprio per questo.
      Buona giornata carissima Vitty!

      1. 😘😘😘😘😘

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