La BANDA DEI BROCCHI è un romanzo in cui Coe ci racconta, con abile distacco e a volte con ironia e leggerezza, la storia dell’Inghilterra degli anni 70 attraverso le vicende di un gruppo di adolescenti. Coe è bravissimo nel mantenersi soltanto un semplice narratore degli eventi socio politici di quegli anni: per tutto il romanzo non si farà mai trascinare dalla polemica, dalla passione politica, da accuse e giudizi. Non tenta di capire la storia, semplicemente la osserva e ce la racconta attraverso la quotidianità di persone comuni. Il libro si apre con l’incontro nella Berlino dei giorni nostri tra i figli di due dei protagonisti, e da quel momento in poi tutto il romanzo si snoderà come un flash back scaturito proprio dal racconto di uno di quegli ex adolescenti. Lo spaccato dell’Inghilterra pre-Thatcheriana che Coe ci offre è talmente reale che sembra di vivere sulla propria pelle quel decennio pieno di fermenti su ogni fronte: le lotte sindacali al limite della rivolta, il terrorismo dell’IRA, la nascita della musica punk…Fantastica ed “epocale” è proprio la colonna sonora che accompagna tutto il romanzo: Clash, Sex Pistols, Black Sabbath….Anche il titolo del originale del libro, The Rotters’ Club, è lo stesso di un disco dell’epoca degli Hatfield and the North, gruppo citato nel libro.
La crescita adolescenziale dei ragazzi protagonisti si intreccia inevitabilmente con le vicende delle loro famiglie, dove troviamo solo adulti in perenne crisi, intrappolati nei loro matrimoni sciovinisti e nelle loro guerre ai padroni. In questo mare in tempesta cercano di barcamenarsi, con difficoltà, paura e stupore, i quattro amici: poco alla volta vediamo Benjamin e gli altri “brocchi” uscire dal loro guscio di sogni per affrontare la vita vera, attraverso esperienze forti, a volte drammatiche come la morte violenta e incomprensibile, a volte più dolci come la scoperta dell’amore e del sesso.
Un romanzo che forse a tratti può sembrare troppo superficiale ma che invece, a mio avviso, è da apprezzare proprio per questo sua particolarità di narrare le vicende offrendo solo spunti per più profonde riflessioni da cui l’autore volutamente si sottrae, lasciandone al lettore il compito. Da molti è giudicato come uno dei romanzi minori di Coe, ma a me è piaciuto davvero molto e spero con queste poche righe di restituirgli, almeno nella mia libreria, il posto che merita.
Buona lettura!


Anche quest’altro libro riesce a ritrarre in maniera molto vivida l’epoca in cui è ambientato: https://wwayne.wordpress.com/2022/10/14/8-uomini-che-hanno-cambiato-la-storia/
Ottimo, andrò subito a leggere!
Grazie per la risposta! 🙂