“I Pascoli del Cielo”: Bellezza e Dramma nella Prosa di Steinbeck

Steinbeck non mi delude mai, è uno degli scrittori che amo di più in assoluto. “Pascoli del Cielo” è il nome di una valle della California, chiamata così per la dolcezza del paesaggio, talmente bello da sembrare quasi divino, e talmente invitante da ispirare nelle persone fiducia nel destino che li ha condotti fino a lì. La suggestiva bellezza della vallata però è solo una cornice che è in aspro contrasto con la vita delle persone che la abitano: uomini e donne con i loro segreti inconfessabili, i loro tormenti, il loro dolore, con la loro follia e la loro straordinaria semplicità. La grandezza di Steinbeck sta proprio in questo, nel rendere le storie più comuni degne di essere raccontate, nel dare spessore alle vite più umili, nel trasformare in pura poesia le banalità del quotidiano vivere.

E’ un romanzo corale un po’ atipico perché ogni capitolo è una storia a sè, in cui la costante non è rappresentata dai personaggi ma dall’ambientazione, che richiama l’idea, totalmente illusoria, di una vita idilliaca, spesa a contatto con la natura e nel semplice rispetto delle sue leggi. Ma il male non fa sconti a nessuno e lo vediamo insinuarsi, strisciare e contaminare ogni vita raccontata, semplicemente perché è parte imprescindibile dell’essere umano.

2 risposte a ““I Pascoli del Cielo”: Bellezza e Dramma nella Prosa di Steinbeck”

  1. Questo è probabile che mi piacerà. 😉

    1. Questo sono sicura di sì!!

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