“Prima del fuoco” di Gaute Heivoll: il buio della mente

Un romanzo molto intenso e cupo, difficile da classificare. Giallo, Mistery, Romanzo psicologico? Siamo nella Norvegia degli anni 70, in un piccolo paese di campagna dove tutti si conoscono da sempre e il vicino di casa è considerato una persona di famiglia. Ci si fida l’uno dell’altro, ci si aiuta vicendevolmente, i giovani del posto sono tutti bravi ragazzi. Il male sembra non far parte di questo piccolo nucleo abitato, fino a quando qualcosa di terribile comincia ad alimentare il panico nel paese e la paura si insidia giorno dopo giorno nella tranquilla quotidianità dei suoi abitanti: un piromane sta devastando la campagna circostante dando fuoco alle fattorie nei dintorni, arrivando fino alle abitazioni del paese. Tutti conoscono le vittime, è impensabile che sia qualcuno della comunità. Il figlio del capo dei pompieri è sempre stato un ragazzo serio e diligente, ma la sua mente è preda di qualcosa di oscuro che nemmeno la madre riesce ad afferrare. Solo lei ha capito chi è il folle piromane, ma non riesce ad accettarlo. Perché ad un certo punto certe menti diventano criminali? Perché un bravo ragazzo di periferia con una solida famiglia alle spalle, che ha come esempio quotidiano due genitori onesti ed amorevoli piano piano viene attratto dalle tenebre? Anni dopo, un giovane scrittore che all’epoca dei fatti era appena venuto al mondo, cerca di trovare una risposta attraverso il racconto di ciò che accadde in quegli anni. Anche lui ha sperimentato la sofferenza interiore e quella sensazione di smarrimento ed inutilità che spesso accompagna il difficile percorso verso l’età adulta. Anche lui sa bene che esiste un lato oscuro in ognuno di noi: l’ha visto, l’ha toccato. Ma poi qualcosa l’ha tratto in salvo.

Forse la risposta è proprio questa: qualcuno, semplicemente, non riesce a salvarsi dalle proprie tenebre.

Fu allora che lo vide. Per lo spazio di due secondi, forse tre. Era in piedi come un’ombra nera proprio davanti alla finestra, al di là del mare di fiamme. Sembrava inchiodato al suolo. Come lei, del resto. Poi si riscosse e scomparve.

Comments

5 risposte a ““Prima del fuoco” di Gaute Heivoll: il buio della mente”

  1. Avatar Topper Harley

    Interessante…

    1. Avatar Paola C.

      Ho scoperto che è ispirato ad un fatto vero. Ancora più inquietante.

  2. Avatar Celia

    Me lo sono segnato.
    Mi interessa il genere, per quanto composito, e soprattutto ciò che si basa sulla cronaca.
    In parte mi ha fatto pensare a “L’ultima cosa bella sulla faccia della terra” di Michael Bible, che però mi ha delusa.

    E ora basta, smetto di infestare il tuo blog.
    Ma resto aggiornata.

    1. Avatar Paola C.

      Ma io sono super contenta se passi ad infestare il blog! Io “L’ultima cosa bella” l’ho comprato, non l’ho ancora letto, sento tanti pareri discordanti…

      1. Avatar Celia

        Chi leggerà vedrà!
        (A ben pensarci l’ho ascoltato in audiolibro, per brevità e tono mi sembra che renda bene).
        Ciao!

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