“Weyward” è stato il folgorante esordio narrativo di una giovane e talentuosa autrice anglo australiana, Emilia Hart. Wayward, con la A, significa ribelle, strano, diverso. Weyward, con la E, era il nome delle tre sorelle streghe che nell’opera teatrale del Macbeth conducono il principe alla morte. Termine che, molto probabilmente, fu scelto da Shakespeare proprio perché compariva spesso nelle storie di stregoneria del folklore britannico, adattandosi perfettamente ai personaggi. E infatti la nostra storia in fondo è proprio questo: una storia di streghe, nell’accezione più antica e insieme più moderna che conosciamo. Weyward è Il racconto di tre donne fuori dal comune legate dal filo rosso della discendenza, che vivono in forte connessione spirituale con la madre terra in quel limbo sottile ed invisibile che separa la realtà dalla magia, custodi di un antico sapere a causa del quale saranno perseguitate ed emarginate.
Il romanzo si sviluppa su tre linee temporali differenti: ogni capitolo è dedicato ad una delle protagoniste e segue l’incedere degli avvenimenti alternando le storie di ognuna, un meccanismo che consente a noi lettori di sovrapporre poco alla volta le diverse esperienze e di comprenderne il significato più profondo.
🐦⬛ Altha vive nel 1619 ed è accusata di stregoneria. Racconta in prima persona la sua storia, mentre attende di essere processata nella prigione del suo villaggio, nella regione inglese della Cumbria. E’ una giovane donna che ha vissuto tutta la sua vita in un cottage al margini del paese insieme alla madre, esperta erborista che le ha tramandato tutto il suo sapere. La sua capacità di curare le malattie ed alleviare le sofferenze tuttavia fa sorgere nei suoi confronti una sorta di diffidenza mista a paura, un sentimento ostile esacerbato anche da una superstizione di massa che in quegli anni stava infestando il nord dell’Inghilterra e la Scozia. Qualche anno prima infatti, Re Giacomo I scrisse il famigerato “Daemonologie“, un trattato sulla stregoneria che scatenò una terribile persecuzione soprattutto nei confronti di quelle donne conosciute come “guaritrici”. Altha, vittima dell’ignoranza dei suoi compaesani, viene accusata di alcune morti ritenute inspiegabili: è da lei che tutto ha inizio, il perno su cui ruoteranno le vite delle altre due protagoniste.
🦋Nel 1942 incontriamo Violet, una ragazzina orfana di madre che vive con il padre e il fratello in una magione della Cumbria. Il padre di Violet appartiene alla nobiltà inglese e pertanto pretende per la figlia un’educazione consona al suo lignaggio, che la formi in vista del ruolo che dovrà ricoprire in società. Ma Violet è diversa, non le interessa imparare le buone maniere, lei ama le scienze naturali e vorrebbe avere la stessa opportunità di studiare al college di suo fratello Graham. Da sempre in profonda connessione con la natura e gli animali, nutre rispetto per ogni essere vivente e conserva un animo puro ed innocente, che la rende però del tutto impreparata alla vita. Un uomo orribile, travestito da cavaliere dalla scintillante armatura, la strapperà via da quel mondo incantato inferendole ferite profonde, nel corpo ma soprattutto nell’anima. Incapace di spiegare l’abominio che ha subito al padre, sarà costretta a nascondersi come una reietta nel cottage che apparteneva alla defunta madre, abbandonata e diseredata. Ma, incredibilmente, è proprio in quella casetta isolata e fatiscente che riuscirà a riprendere in mano le redini della sua vita e a realizzare i suoi sogni.
🐝 E poi c’è Kate, una giovane donna contemporanea vittima di una relazione tossica con un uomo violento. Kate ha una scarsa autostima ed ha molti problemi relazionali a causa di un trauma subito da bambina, che l’ha privata del padre e di cui si sente ingiustamente colpevole. Il suo attuale compagno, del quale all’inizio aveva subito l’indiscutibile fascino, si è trasformato nel peggiore degli aguzzini e la umilia in continuazione, sia psicologicamente che fisicamente. Quando, dopo l’ennesimo abuso sessuale, Kate scopre di essere rimasta incinta, in preda al terrore si rifugia nel cottage che la prozia Violet le ha lasciato in eredità e di cui ancora nessuno sa nulla. Lo stesso cottage ai margini del bosco in cui la sua antenata Altha preparava i tonici con le erbe medicali, al riparo dall’ignoranza dei compaesani. Lo stesso cottage in cui Violet viene abbandonata dal padre, con un po’ di cibo in scatola e poco altro. Anche Kate, che fino a quel momento aveva inconsapevolmente represso le sue percezioni e il suo forte legame con il mondo naturale, in questo piccolo rifugio comincia poco alla volta a riconciliarsi con la sua parte più autentica ma, soprattutto, ad amarsi e perdonarsi. Pagina dopo pagina le tre linee temporali che separano Altha, Violet e Kate si appianano e convergono, per farsi portavoce di un unico messaggio che arriva forte e chiaro, pieno di bellezza e di speranza. Il filo rosso che unisce queste tre donne non è solo una discendenza di sangue, ma è soprattutto un lascito morale fatto di resilienza e forza interiore, l’eredità di chi deve combattere ogni giorno contro un patriarcato che affonda le sue radici nella storia dell’umanità.
Weyward è un romanzo originale, appassionato, delicato e al tempo stesso profondo, che racconta la discriminazione di genere con coraggio e indignazione, con saggezza e senso della misura, aggiungendo quel pizzico di realismo magico che fa sognare e alleggerisce il cuore.

TE LO CONSIGLIO SE:
✔️ Ami le storie declinate al femminile
✔️ La resilienza è il tuo super potere
✔️ Il realismo magico non ti disturba

