Tess: Un’Anti-Eroina da amare

E’ un romanzo con pochissima azione: in meno di 200 pagine l’autrice racconta tutta la vita di una donna irlandese, Tess. I sentimenti della protagonista, più che gli accadimenti in sè, costituiscono il fulcro di una narrazione in cui le vicende vengono raccontate in modo molto raccolto ed intimo, come in un diario personale. Quella che ci viene offerta è una visione sempre introspettiva dell’esperienza di Tess che però, a dispetto della malinconia di fondo di cui è costantemente pervasa, non cede mai il passo alle banalità da melò e questo renderà la nostra lettura piacevole, per nulla opprimente. Tess è una donna molto sfortunata, che vive la sua esistenza come se fosse sospesa dalla realtà, in perenne attesa che accada qualcosa per cui essere felice: ma questo momento non arriverà mai. Ciò che di bello la vita le ha regalato lo riconoscerà soltanto molto dopo, quando ormai tutto è passato e svanito nell’ombra dei ricordi. Il problema di Tess è proprio questo, non riesce a percepire la felicità quando le è vicina, perché la continua a cercare altrove. E’ un’ anti eroina che subisce passivamente tutte le esperienze negative, come se sentisse di meritarsi il peggio e per questo inevitabilmente lo attraesse, come se sopportasse tutto solo perché spera sempre in un “DOPO”. Non è irritante, anzi, è molto umana in questo. A chi non sono mai capitati momenti così, in cui abbiamo solo la forza necessaria di arrenderci al presente, senza lottare per cambiare la nostra vita? Viene naturale ed istintivo immedesimarsi nelle sue debolezze e fragilità, per questo non si riesce né a condannarla né a compatirla, ma solo a perdonarla. A volte, mentre si abbandona alla tristezza, verrebbe voglia di strattonarla urlandole di reagire, di darsi una mossa, di andarsi a prendere quello che vuole…. ma poi si finisce con il darle una pacca sulla spalla e ad accettarla così com’è. Una donna sola, sfortunata e malinconica, che vive di libri e di ricordi e nel mentre inesorabilmente invecchia. Sembrerebbe quasi un libro da evitare, e invece no. Perché l’autrice è talmente brava che riesce a non rendere mai patetiche le emozioni di Tess, ma le arricchisce di un’intensa umanità che non ci permette mai di compatirla. Ma soprattutto perché anche le voci dei perdenti meritano di essere ascoltate , quelle degli sconfitti in partenza, di chi non lotta perché sa già che andrà a finire male. Quelli che aspettano le disgrazie come eventi a cui non possono sottrarsi, e nel mentre si dimenticano di vivere.

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